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Il Volto Santo di Lucca e il miracolo del giullare

Il Volto Santo di Lucca e il miracolo del giullare

Ignoto, Il Volto Santo di Lucca e il miracolo del giullare, XV sec., tempera su tavola, proveniente dalla Cappella del Salvatore della Cattedrale.

Il grande dipinto su tavola nel quale è raffigurato il Volto Santo di Lucca, ancora inserito nel mirabile dossale d’altare in legno dorato databile alla seconda metà del XVI secolo, era originariamente collocato nella Cappella del Salvatore in Cattedrale, già la cappella gentilizia della famiglia Riccardi passata poi ai canonici.
I Riccardi, filo angioini, vissero in Ortona tra la fine del XIV ed i primi decenni del XVI secolo, e furono molto influenti nel Regno di Napoli durante XV secolo, specialmente con Francesco I, Ciambellano, Siniscalco, Castellano a Napoli, Ambasciatore a Costanza per l'elezione a Pontefice di Martino V, Vicerè e Governatore di Perugia dal 1408 al 1414, morto nel 1424. Tennero molti feudi, abruzzesi e non, e trassero parentela cospicue e nobili.

Il Volto Santo di Lucca, oggetto fin dal Medioevo di una diffusa venerazione in tutta Europa, è un crocifisso ligneo conservato nella navata sinistra della cattedrale di San Martino a Lucca, in un tempietto a pianta centrale costruito da Matteo Civitali nel 1484. Secondo l'antica leggenda riportata dal diacono Leobino, il Volto Santo è stato scolpito da Nicodemo, dopo la resurrezione e l’ascensione del Cristo, meno il volto che si sarebbe modellato senza l’intervento umano e quindi sarebbe il “vero volto” del Cristo. Il dipinto raffigura uno dei più noti miracoli del “Volto Santo” che avrebbe lasciato scivolare, in segno di gradimento, una delle sue pianelle d’oro tra le mani di un giullare che in segno di devozione volle dargli un saggio della sua arte.
La devozione per il Santo Volto può essere messa in relazione sia con la presunta origine lucchese dei Riccardi, sia sulla capacità riconosciuta al simulacro di tenere lontani invasori e pirati.